Estate 1974: io & Mario vicino alla Cà-Vegia. Ricordo alcune
delle nostre baby-sitter e/o commesse del negozio: una che ci aveva fatto
scappare i canarini dal terrazzo, un'altra che si era fatta beccare da mia
madre con un po' di "refurtiva" del negozio, alcune che se ne erano
andate in lacrime travolte dai ritmi assurdi del lavoro e tante che sono state
con noi parecchio (Bianca, Marella -poi diventata zia-, Margherita, Sonia,
Anna, ecc..). Tutte, penso, si sono ritrovate con 2 terremoti ambulanti da
gestire che gironzolavano x il paese e che spesso e volentieri (qui devo riconoscere
le mie colpe) riuscivano ad inventare di combinare certi casini... Una volta,
per farmi smettere di tirare sassi alla gente ed alle macchine, i miei mi
hanno fatto "arrestare" x 3 o 4 ore dai Carabinieri (il Brigadiere
Riccardo era amico di famiglia); io ero esperto per andare ad inzigare e rompere
le palle a tutti ma poi, appena mi sfioravano con un dito, tiravo degli strilli
abominevoli finchè, come un toro inferocito, arrivava Mario e picchiava
tutti!
Una calda estate, mi sono inventato una bella storiella (nei dettagli mi è stata raccontata xè io la ricordavo solo a pezzi): sfuggito al controllo di qualcuno (anzi, proprio in giro a zonzo da solo), sono andato al campo giochi del Centro Sportivo -mi sembra che allora fosse gestito da Giancarlo e Ines- e, dopo essermi tolto ed aver imboscato le scarpe, mi son piazzato sul mucchio di sabbia e lì ho cominciato a frignare; dopo un po' che le varie mamme intorno (tutte turiste che non mi conoscevano) hanno visto che quel "povero piccolo" era solo e che nessuno veniva a consolarmi, si sono strette a capannello tutte intorno a me ed hanno ascoltato la triste storia del bimbo in vacanza solo con la nonna un po' rimbambita che si dimenticava di darmi da mangiare e che avevo tanta fame. A quel punto le care mammine han cominciato ad andare avanti e indietro dal bar per prendermi brioches, il gelato, caramelle e tutto ciò che mi veniva in mente. Poi la storia l'ho condita aggiungendo che mia mamma era morta e che mio padre era x lavoro a Milano e che continuavo ad avere fame... Verso l'una e mezza del pomeriggio i miei, non vedendomi tornare a casa, erano in giro a cercarmi e figuratevi quando mio padre è arrivato al Centro e si è trovato davanti una sceneggiata del genere... Ricordo che correvo a piedi scalzi con le scarpe in mano verso casa, sentendomi dietro mio padre sempre + vicino, ed intanto rimuginavo tutte le palle che potevo raccontargli x giustificarmi; non ricordo invece la punizione corporale che sicuramente sarà seguita ... (eh eh eh) !!